
Per tutti gli amanti di questo meraviglioso e misterioso mondo sotterraneoLISTA DELLE MAGGIORI CAVITA' DELLA PROVINCIA DI TRIESTE
(non aggiornata)
Dislivello
ABISSO DI TREBICIANO
Era il 6 aprile del 1841 quando Federico Lindner coronò il suo sogno raggiungendo le acque del Timavo ipogeo dopo aver esplorato,con lunga e meticolosa pazienza,tutte le fovee nelle quali,a detta dei paesani,l'acqua rumoreggiava durante le forti piogge.Undici mesi di faticoso lavoro furono necessari per raggiungere questo traguardo.Visitando ora la cavità ciò che stupisce sono gli incredibili lavori di adattamento eseguiti nel profondo abisso per permettere visite rapide e sicure.Non bisogna dimenticare che forte motivazione alle esplorazioni speleologiche era il motivo pratico della carenza di acqua potabile che si faceva vivamente sentire a Trieste agli inizi dell'800.Numerosi gli scritti monografici che hanno per oggetto questa cavità,fra essi di particolare interesse quello di Eugenio Boegan.

Viaggio di andata e ritorno al centro della terra: questa l'impressione offerta dalla Trebiciano,regina di buie maestosità.L'abisso di Trebiciano non è soltanto il più arcano antro naturale del Carso triestino ma è molto di più.Questa grotta che per oltre cinquant'anni venne considerata la più profonda esistente al mondo,attrae l'attenzione di tutto un particolare mondo scientifico e sportivo.Non poteva esistere premio migliore per la volontà e costanza di Federico Lindner e per la tenacia del suo collaboratore Antonio Arich di quell'incredibile,enorme vano cavo che si apre ad oltre trecento metri di profondità ed entro il quale scorrono,talvolta pacate e quiete,talaltra rimbombanti e sonore,le acque del misterioso Timavo ipogeo.Undici mesi era durata la lunga lotta per superare ardue strettoie e pozzi verticali.Meno di una giornata necessita ora la visita di questo abisso,ma l'impressione che se ne ricava è sempre quella di un viaggio nell'irrealtà,dove tutto è imprevisto ed ogni cosa cambia e si trasforma.Se il mondo delle grotte abitualmente è un universo statico e tranquillo,qui siamo nell'eterna mutazione.La "Trebiciano" non è sicuramente una grotta che si possa definire bella secondo canoni estetici ma è una grotta che lascia nel visitatore la sensazione di aver visto e conosciuto ciò che per altri resterà ignoto
Tratto dal "Click In" di Roberto Ive (1985)
IMMAGINI DELL'ABISSO DI TREBICIANO
L'entrata all'abisso
Scendendo uno dei tanti pozzi della cavità
Parte delle storiche scale in legno dell'800 che danno accesso alla caverna Lindner
La "sala dei protei"
DATI TECNICI:
Numero Catastale: 3 / 17 V.G.
Nome: Abisso di Trebiciano
Comune: Trieste
Tavoletta IGM: Monte dei Pini F° 40 A II S.E.
Posizione topografica: 45° 22' 53" - 45° 41' 06"
Quota ingresso: metri 341
Profondità pozzo accesso: metri 23
Profondità pozzi interni: metri 4 / 18 / 28 / 31 / 53 / 8 / 6 / 11 / 11 / 36 / 9 / 20
Profondità totale: metri 337
Lunghezza totale: metri 480
COME ARRIVARCI:
Da Trebiciano,nei pressi della fontanella,inoltrarsi fra le case sino a giungere ad uno spiazzo (numero civico 211).Proseguire per la strada asfaltata,ma chiusa al traffico veicolare,in direzione dell'ex discarica comunale.Giunti alla costruzione della stazione sperimentale ipogea della Società Adriatica di Scienze,proseguite per il viottolo che conduce al confine (cartello: confine a 430 metri).Giunti ad un secondo cartello (confine a 130 metri) prendere la carrareccia a destra in leggera salita.Dopo circa 150 metri,all'inizio di una pineta di pini neri,girare a sinistra in una dolina alberata e delimitata da un muretto secco.Qui è l'abisso
PER LA VISITA DELL'ABISSO:
La grotta può essere visitata ogni prima domenica del mese,previo appuntamento telefonico il venerdi sera precedente con il signor Sergio Dambrosi,telefono 040/351153 oppure sul cellulare 338/5037043
La gestione della grotta è affidata alla Società Adriatica di Speleologia,sede in via Mazzini 24, 34121 Trieste,telefono 040/639047,casella postale 848 - 34100 Trieste
Ad 1 anno dalla scoperta della Grotta Impossibile di Cattinara emergono nuove importanti cavità e i dati sull'enorme città sotterranea rinvenuta durante gli scavi della galleria per la grande viabilità.Sono due i filoni considerati importanti dagli speleologi.E' ora aperta la caccia ad un ingresso alternativo dall'alto.
Ad 1 anno dalla sua scoperta la "Grotta Impossibile" di Cattinara si candida a cambiare nome.Quella città sotterranea con le sue torri trovata quasi per caso,durante gli scavi delle gallerie per la superstrada,continua a riservare sorprese.
LA RICERCA. Accanto alle nuove diramazioni,in fase di esplorazione da parte della Commissione Grotte Eugenio Boegan,e al ritrovamento di altre dieci piccole grotte,il lavoro è rivolto alla ricerca di un accesso dall'alto
LA GALLERIA. Entro il 1008,infatti,la grande viabilità sarà operativa e la galleria di 2900 metri,divisa nella canna Trieste e Venezia,sarà ad appannaggio di automobili e camion.Impossibile percorrere a piedi i 430 metri che separano l'ingresso della galleria all'accesso attuale della grotta.
LE SCALE. Un'entrata attrezzata nei giorni scorsi dal montaggio di scale fisse,fornite dalla ditta Collini che sta eseguendo l'imponente lavoro,montate dai volontari della Commissione Grotte Eugenio Boegan.Adesso può entrarci anche un bambino,domani l'accesso sarà impedito dal traffico veicolare.
GLI ACCESSI. Grotta sbarrata e dimenticata,a meno che non si scopra un altro accesso.Bypassando la galleria.La caccia è già iniziata:speleologi armati di radio e arva,uno strumento utilizzato per la ricerca dopo le valanghe,per stabilire un contatto tra chi percorre la grotta dall'interno e chi invece cammina sul Carso
LE ZONE. Il contatto è vicino,i punti individuati sono due in un'area che spazia dal Sincrotrone di Basovizza ai campi del Golf Club di Padriciano.Un'area molto vasta,conosciuta a memoria dagli speleologi.
IL FENOMENO. Pochi metri di terra e pietra carsica,una decina dicono gli esperti e l'ingresso alla grotta è pronto.Ma i punti restano top secret,anche tra gli speleologi esiste una forte competizione.L'esplorazione dei nuovi rami ed il rinvenimento delle dieci grotteconferma ancora una volta il fenomeno carsico e la presenza di antichi fiumi
LA PROFONDITA'. Le sorprese sono dunque infinite in uno sviluppo di 2200 metri,con una profondità dall'ingresso della galleria di 153 metri che,dal piano esterno,potrà raggiungere i 240 metri.Un abisso che si inserisce nella classifica delle prime cinque presenti sul Carso Triestino,subito dopo la Grotta Gigante.
LO SVILUPPO. Una città sotterranea,con le sue diramazioni,che intersecano più volte la galleria della superstrada fra salite,cunicoli e discese.Un groviera che solo in Carso può regalare.Lo sviluppo totale conosciuto oggi è di 2200 metri,l'ingresso della grotta dall'inizio della galleria è posto a 430 metri,la lunghezza totale della galleria è di 2900 metri,la profondità dall'ingresso in galleria è di 153 metri,la profondità della grotta dal piano esterno è di 240 metri
L'OBIETTIVO. Stalattiti e stalagmiti che potranno essere visitabili solo davanti alla scoperta,per altro molto vicina,di un ingresso alternativo.A quel punto la "Grotta Impossibile" (ribattezzata così forse perchè prima di iniziare i lavori per la grande viabilità,il monitoraggio della zona non aveva evidenziato un simile labirinto) dovrà veramente cambiare nome
IL PICCOLO,giovedì 17 novembre 2005 pag.24
Ci sono libri che per le loro caratteristiche possono essere definiti "testi sacri".Fra essi merita senz'altro di essere citato il "2000 Grotte"di Boegan e Bertarelli,edito nel 1926.Impagabile prima perchè aggiornato e completo scritto di speleologia,prezioso poi,perchè con il passare del tempo esso è diventato raro e non di facile reperimento.E' stato così che generazioni di speleologi hanno spesso sfogliato un testo di non loro proprietà,conservato da qualche società o in qualche pubblica biblioteca e hanno cercato nei brevi momenti in cui il sacro libro era in loro possesso di imprimersi nella mente il maggior numero possibile di dati ed immagini.Fra le immagini,una ha senz'altro stimolato la loro attenzione: quella dell' "organo" della Grotta di Ternovizza.Questa stupenda colata cristallina è diventata il simbolo stesso di questa cavità e nonostante tutti gli ambienti siano riccamente decorati di concrezioni,l' "organo" è diventato,di per se,motivo sufficiente per una interessante visita.
Il famoso "organo" della Grotta di Ternovizza

Interno della cavità

La grotta fu usata dagli austriaci nella parte che la collega alla Peica Jama,attuale ingresso abituale,durante la prima guerra mondiale per motivi bellici.Era nota e frequentata già dal secolo precedente ed esiste documentazione di visite di Hanke e di come essa per un certo tempo venisse indicata come Grotta Georg Schneider.Attualmente,raggiunto facilmente il pozzo interno e discesa la sua verticale ci si inoltra per un restringimento (non evidente sulla via del ritorno) sino a giungere nella lunga e bella galleria adornata di imponenti formazioni calcitiche,fra le quali il famoso "organo".
DATI TECNICI:
numero catastale: 78 / 242 V.G.
nome: Grotta di Ternovizza
comune: Duino-Aurisina
tavoletta IGM: Samatorza F° 40 A II N.O.
posizione topografica: 1° 15' 45" - 45° 46' 02"
quota ingresso: metri 283
profondità pozzi interni: metri 21 / 32
profondità totale: metri 82.50
lunghezza totale: metri 351
COME ARRIVARCI:
Dall'abitato di Ternova Piccola seguire i segnavie del sentiero numero 10 del CAI che conduce con ampio giro al Monte San Leonardo - Samatorza. Dopo circa una quindicina di minuti di cammino,sulla destra della carrareccia si apre l'ampia bocca dello sprofondamento che dà accesso alla cavità
GROTTA NATALE
La cavità deve il suo nome alla data della sua prima esplorazione.Il primo pozzo si presenta intervallato da un ampio ripiano dopo 20 metri di verticale.Terminati i 60 metri di discesa si è nell'ampia caverna che dà fama alla grotta.

Antiche stampe raffigurano il mondo delle grotte con estrema raffinatezza e cura.Nessuna concrezione cristallina risulta fuori posto e l'ambiente sotterraneo acquista l'eleganza e la perfezione che soltanto il sogno e l'illusione possono creare.C'è una cavità in cui la fantasia sembra essersi trasformata in tangibile realtà.E' la grotta Natale.E' difficile immaginare,vedendo lo stretto ingresso e discendendo i due pozzi nudi ed erosi che un simile gioiello esista in profondità.La grotta non è vasta,si limita ai due pozzi ed alla sala sotterranea,ma è talmente bella e così riccamente adornata di concrezioni da meritare una breve visita.Qui la raccomandazione è quella di comportarsi come in un salotto altrui,facendo attenzione a non rompere e sporcare ciò che l'architetto natura ha creato
DATI TECNICI:
numero catastale: 551 / 2743 V.G.
nome: Grotta a N/E di Aurisina (Grotta Natale)
comune: Duino-Aurisina
tavoletta IGM: Duino F° 40 A III N.E.
posizione topografica: 1° 13' 59" 50 - 45° 45' 31" 50
quota ingresso: metri 187
profondità pozzo accesso: metri 60
profondità totale: metri 75
lunghezza totale: metri 83
COME ARRIVARCI:
Da Aurisina Sanatorio prendere la strada per San Pelagio.Giunti all'indicazione stradale "San Pelagio" (fermata linea extraurbana 43) inoltrarsi a sinistra fra la villetta con numero civico 1/B e la palazzina con numero civico 1/A. Proseguire in linea retta sottopassando la prima linea dell'alta tensione (pilone numero 619) ed abbandonata ogni traccia evidente di passaggio si raggiunge la seconda linea elettrica.Dal traliccio numero 121,ad una trentina di metri in direzione EST,sull'orlo di uno sprofondamento,protetto da una piccola bancata calcarea bianca è l'ingresso,non evidente,della cavità.
La grotta delle TORRI DI SLIVIA deve il suo nome alle grandi concrezioni torreiformi che adornano la sua lunga galleria.Data la vicinanza ad una grossa arteria stradale,nella cavità sono state eseguite numerose opere artificiali per permettere la visita ad un più vasto pubblico.Attualmente la cavità non è aperta alla visita turistica organizzata.Questo può essere un valido motivo per scendere nel suo bel pozzo d'accesso,profondo trenta metri e completamente in libera e visitarla alla vecchia maniera.La cavità è una tappa classica per gli appassionati del mondo sotterraneo che visitano il Carso triestino
Il pozzo d'accesso visto dall'esterno

Il pozzo d'accesso visto dall'interno

La famosa "Torre ore 11"

L'ingresso artificiale costruito negli anni 70 circa,in vista di un futuro sfruttamento turistico della cavità mai portato a termine
NOTE TECNICHE
Pozzo iniziale: possibilità di armare in doppia calata con armo iniziale su ancoraggi fissi, corda da 45 mt, 2 frazionamenti. Una calata ha il primo frazionamento su un tronco d'albero: necessario cordino o fettuccia.
Pozzo interno per accesso al ramo nuovo: corda da 25 con un frazionamento.
DATI:
numero catastale: 22 / 39 V.G.
nome: Grotta Delle Torri Di Slivia
comune: Duino-Aurisina
tavoletta IGM: Duino F°40 A III N.E.
posizione topografica: 1° 12' 7" - 45° 45' 54"
quota ingresso: metri 125
profondità pozzo accesso: metri 31
profondità pozzi interni: metri 5
profondità totale: metri 60
lunghezza totale: metri 315
COME ARRIVARCI ?
Da Sistiana ci si immette sulla strada statale 202 seguendo le indicazioni per Opicina.Non appena superato il primo cavalcavia ferroviario sulla sinistra parte un sentiero.Seguirlo fino a giungere vicino l'autostrada.Percorrere poi il sentiero parallelo all'autostrada fino ad un sottopassaggio.Giunti oltre girare di poco a sinistra e dopo una leggera salita,ad un'ottantina di metri nello sprofondamento vicino la linea ferroviaria vi è l'ingresso della cavità